|
|
Ed Crooks giornalista del Financial Times ha intervistato il 21 settembre scorso a New York Peter Voser amministratore delegato della Shell.
In questa intervista il numero uno della SHELL conferma la continua diminuzione della produzione di petrolio con un ritmo del 5% annuo, quindi il picco del petrolio non è stato raggiunto, ma da tempo superato.
Dopo averlo negato per anni , ora sono proprio i petrolieri a lanciare l’allarme.
Secondo Voser il problema non è la mancanza di petrolio nel sottosuolo, ma gli investimenti inadeguati, dovuti a tagli a seguito della crisi finanziaria.
La sua ricetta per superare questo problema è investire per dotarsi di impianti estrattivi migliori, spingere i governi a concedere autorizzazioni a perforare nel mar Artico e convincere Iraq e Russia a produrre di più.
Una ricetta che non mi convince molto, sposterà solo di qualche anno il problema.
La riduzione dei consumi e l’utilizzo di energia da fonti rinnovabili è l’unica strada percorribile.
Per ora i prezzi sono tenuti a freno dalla crisi economica, che oltre a ciò non favorirà investimenti nel settore.
Se la richiesta di petrolio dovesse improvvisamente aumentare, un grosso aumento del costo dell’energia sarà inevitabile.
L’articolo originale sul Finacial Times non è consultabile senza registrazione è possibile però leggerlo da qui .
L’articolo è stato commentato sul sito di Green Report ma a mio avviso anche un po’ interpretato ecco traduzione artigianale.
Il 23 luglio ultimo scorso è morta Amy Jade Winehouse aveva 27 anni.
E’ stata trovata morta nel suo appartamento a Londra.
Ufficialmente un mix di alcool e farmaci, una overdose qualcuno sostiene.
La cantante oltre che per la sua stupenda voce e il talento, era nota anche per la sua eccentricità, ma quello che l’ha tradita è stata la sua vita convulsa e spericolata: depressione, alcolismo e abuso di stupefacenti e un marito sbagliato.
Quello che è successo è stato la conseguenza di tutto ciò.
Una voce inconfondibile, ricorda Janis Joplin e anche un po’ la nostra Giusy Ferreri, le sue interpretazioni coadiuvate anche a livello di scenografia da una band eccezionale si rifanno al rhythm and blues degli anni ’70, con qualche “spruzzata” di jazz e di rock .
Il suo brano più famoso (Back to Black tratto dall’omonimo album) ha venduto milioni di copie eccolo in una “sofisticata” esecuzione:

Altri brani di questo album che mi sono piaciuti sono:
You Know I’m No Good
Love is a Losing Game
Tra i vari commenti nel web questo mi è piaciuto:
“Un angelo maledetto Amy, con un talento divino e ora tragicamente perduto … riposa in pace anima fragile, ora sei finalmente libera.
A noi resta l’incanto breve e intenso della tua voce magica … per sempre.”
Non solo l’amore è un “losing game”, ma purtroppo lo è anche la vita. Addio Amy.
“La fine del mondo storto” è il titolo di un libro di Mauro Corona che ha vinto l’edizione 2011 del premio “Bancarella”.
L’ho comprato e me lo sono letto in questa calda settimana che ho passato in ferie sul lago di Costanza (Bodensee) non tanto per il premio che il libro ha ricevuto, ma perché, a parte la simpatia per Mauro, il pensiero della fine del mondo mi ha sempre affascinato, più che una catastrofe l’ho sempre vista come un evento che ci renderà tutti uguali.
La fine del mondo non sarà un cataclisma, né un evento preciso (il 21/12/2011 andiamo pure a fare le compere per i regali di Natale) , ma l’inizio della fine di un pianeta stravolto, prosciugato, ferito dall’uomo, un pianeta ormai morto.
Forse la fine del mondo è già cominciata… Prosegui la lettura dell’articolo …
|
|