Categorie

Archivio articoli

 

luglio: 2010
L M M G V S D
« giu    
 1234
567891011
12131415161718
19202122232425
262728293031  

Una rivoluzione pacifica

Ci lamentiamo della corruzione, dell’evasione fiscale, degli attacchi contro la democrazia, del bavaglio all’informazione, della privatizzazione dell’acqua, dell’inquinamento, della devastazione del territorio, del razzismo, di questa società di… di merda.
Scriviamo migliaia di email di protesta ai nostri parlamentari (le famose mail-bombing), affinché, visto che li abbiamo votati, appoggino le nostre proposte.
Purtroppo la maggior parte di loro, manco le leggono (alcuni anche perché non sanno come fare).
Guardiamo “Report” e “Annozero” e ci indigniamo (a me viene anche il mal di pancia e la depressione).
Pubblichiamo su internet, nei nostri blog personali e nei famosi social-network,  articoli come questo (sic!) e poi ?
Noi che cerchiamo di cambiare le “coscienze” e di fare qualcosa  per migliorare “il mondo”, viviamo ai margini, anzi dentro, un torpore globale dal quale facciamo fatica ad uscire.
Destarsi vorrebbe dire reagire, combattere, fare una rivoluzione.
Ma noi che siamo contro la violenza, quali armi abbiamo per fare una rivoluzione?
Il boicottaggio!
Un po’ di storia. Nel 1880 i braccianti terrieri della Contea di Mayo in Irlanda si organizzarono con una azione non violenta, per combattere le continue vessazioni di Charles Cunningham Boycott che si opponeva al miglioramento delle condizioni lavorative dei contadini. Continue reading Una rivoluzione pacifica

La legge della natura e il socialismo

Partendo dal presupposto che qualsiasi cosa, per continuare ad esistere deve seguire le leggi della natura e a queste adeguarsi, anche il comportamento dell’essere umano dovrebbe seguire questa regola ed essere in armonia con la natura, pena la barbarie sociale.
La non violenza, l’altruismo, la compassione, il rispetto degli altri (uomini e animali) e di tutto ciò che esiste, sono comportamenti in sintonia con la natura.
Semplicemente dobbiamo essere pacifici e utili.
Essere “pacifico” significa non fare nulla di male, non abusare, ne opprimere nessuno.
Essere “utile” significa aiutare gli altri nella lotta per la liberazione dalla sofferenza, da quella fisica, dal disagio sociale, ma anche dalle difficoltà di tutti i giorni, tutto questo in un “contesto” che non preveda differenze tra personale e sociale e tra spirito e realtà.
Se così fosse tutti noi saremmo in sintonia con la natura, non ci sarebbe motivo per fare delle guerre, ne di opprimere un altro per ottenere un beneficio personale.
Molte religioni si ispirano a questi principi, ma molti loro esponenti (in particolar modo nelle religioni occidentali) si comportano in modo a dir poco discutibile, perdendo credibilità.
Esiste una idea politica che si avvicina a questi concetti?
Se Gesù era un “socialista” perché non pensare che un “vero socialismo” possa esprimere queste idee? Continue reading La legge della natura e il socialismo

Attacco alla Freedom Flottilla

L’atto di pirateria militare israeliano contro la «Freedom Flottilla» diretta a Gaza avvenuto il 31/05/2010, non è un fatale incidente, ma la conseguenza di una propaganda a buon mercato che racconta di un governo d’Israele alla ricerca incessante della pace. Leggi l’articolo su Repubblica.
Dopo quanto accaduto, il governo israeliano si è già lanciato nel tradizionale vittimismo (che ormai non incanta più nessuno), proprio della propaganda ufficiale: ” non sono pacifisti, a Gaza non c’è nessuna crisi umanitaria, hanno attaccato i nostri soldati e volevano ammazzarli, sono agenti al servizio dell’Iran, degli Hezbollah, del terrorismo islamico, volevano aprire in realtà un canale per introdurre armi e missili, noi siamo le vere vittime!
E allora li hanno uccisi…
Forse qualcuno vuole negare la quarantennale occupazione militare delle terre palestinesi e la colonizzazione selvaggia che mira a sottrarre spazi esistenziali ad un popolo intero! Continue reading Attacco alla Freedom Flottilla

Yuri Bandazhevsky

Yuri Bandazhevsky a Ginevra nel 2009

Juri Bandazhevsky nasce il 9 gennaio 1957 in Bielorussia nella regione di Grodno.
A 31 anni diventa il più giovane dottore in medicina nell’URSS.
Nel 1990 fonda e dirige l’Istituto Universitario di Gomel in Bielorussia.
Per la sua attività in ambito medico ed anatomo-patologico, riceve diversi riconoscimenti internazionali.
Nelle sue ricerche è aiutato dalla moglie Galina, pediatra e medico cardiologo.
Dopo il disastro di Chernobyl,  avvenuto il 26 April 1986, Bandazhevsky intuisce le esatte dimensioni della tragedia.
Non si arresta davanti ai dogmi ed alle immutabili verità ufficiali: le sue ricerche riescono a dimostrare gli effetti nel tempo dell’esposizione continua a piccole quantità e basse dosi di radionuclidi, soprattutto a livello cardiovascolare. Continue reading Yuri Bandazhevsky

Via della croce

In questo brano il “percorso” della crocifissione di Cristo è racconatao da punti di vista diversi:
- il massacro dei bambini ordinato da Erode allo scopo di uccidere Gesù;
- le donne che partecipano impotenti al suo martirio;
- gli apostoli confusi e nascosti tra la folla per non essere scoperti;
- il “potere” con il “volto disteso” e di “umana sembianza” ora che Gesù è “morto abbastanza“,
- i poveri e gli staccioni ai quali non è stato permesso partecipare alla “festa”
- e i due ladroni (perdonali se non ti lasciano solo).

Immagine anteprima YouTube

Ecco il testo della canzone:

Poterti smembrare coi denti e le mani, sapere i tuoi occhi bevuti dai cani, di morire in croce puoi essere grato a un brav’uomo di nome Pilato.
Ben più della morte che oggi ti vuole, t’uccide il veleno di queste parole: le voci dei padri di quei neonati, da Erode per te trucidati.
Nel lugubre scherno degli abiti nuovi misurano a gocce il dolore che provi; trent’anni hanno atteso col fegato in mano, i rantoli d’un ciarlatano.
Si muovono curve le vedove in testa, per loro non è un pomeriggio di festa; si serran le vesti sugli occhi e sul cuore ma filtra dai veli il dolore: fedeli umiliate da un credo inumano che le volle schiave già prima di Abramo, con riconoscenza ora soffron la pena di chi perdonò a Maddalena, di chi con un gesto soltanto fraterno una nuova indulgenza insegnò al Padreterno, e guardano in alto, trafitti dal sole, gli spasimi d’un redentore.
Confusi alla folla ti seguono muti, sgomenti al pensiero che tu li saluti: “A redimere il mondo” gli serve pensare, il tuo sangue può certo bastare.
La semineranno per mare e per terra tra boschi e città la tua buona novella, ma questo domani, con fede migliore, stasera è più forte il terrore.
Nessuno di loro ti grida un addio per esser scoperto cugino di Dio: gli apostoli han chiuso le gole alla voce, fratello che sanguini in croce.
Han volti distesi, già inclini al perdono, ormai che han veduto il tuo sangue di uomo fregiarti le membra di rivoli viola, incapace di nuocere ancora.
Il potere vestito d’umana sembianza, ormai ti considera morto abbastanza e già volge lo sguardo a spiar le intenzioni degli umili, degli straccioni.
Ma gli occhi dei poveri piangono altrove, non sono venuti a esibire un dolore che alla via della croce ha proibito l’ingresso a chi ti ama come se stesso.
Sono pallidi al volto, scavati al torace, non hanno la faccia di chi si compiace dei gesti che ormai ti propone il dolore, eppure hanno un posto d’onore.
Non hanno negli occhi scintille di pena.
Non sono stupiti a vederti la schiena piegata dal legno che a stento trascini, eppure ti stanno vicini.
Perdonali se non ti lasciano solo, se sanno morir sulla croce anche loro, a piangerli sotto non han che le madri, in fondo, son solo due ladri.

Torna alla pagina principale