Attacco alla Freedom Flottilla

L’atto di pirateria militare israeliano contro la «Freedom Flottilla» diretta a Gaza avvenuto il 31/05/2010, non è un fatale incidente, ma la conseguenza di una propaganda a buon mercato che racconta di un governo d’Israele alla ricerca incessante della pace. Leggi l’articolo su Repubblica.
Dopo quanto accaduto, il governo israeliano si è già lanciato nel tradizionale vittimismo (che ormai non incanta più nessuno), proprio della propaganda ufficiale: ” non sono pacifisti, a Gaza non c’è nessuna crisi umanitaria, hanno attaccato i nostri soldati e volevano ammazzarli, sono agenti al servizio dell’Iran, degli Hezbollah, del terrorismo islamico, volevano aprire in realtà un canale per introdurre armi e missili, noi siamo le vere vittime!
E allora li hanno uccisi…
Forse qualcuno vuole negare la quarantennale occupazione militare delle terre palestinesi e la colonizzazione selvaggia che mira a sottrarre spazi esistenziali ad un popolo intero!

Dopo la morte di Rabin, non c’è più stata da parte israeliana nessuna vera volontà di raggiungere una pace duratura basata sul riconoscimento del diritti del popolo palestinese sulla base della soluzione due popoli due stati.

Il ritiro da Gaza è stato solamente un piano ben riuscito per spezzare il fronte politico palestinese e rendere impossibile qualunque trattativa.
Gli attuali politici israeliani tengono sotto ricatto la comunità internazionale con la menzogna che tutto questo serve per garantire la sicurezza agli Israeliani, mentre a loro volta sono tenuti sotto ricatto dalle frange più fanatiche del movimento dei coloni.
Ormai l’opinione pubblica israeliana è “drogata” da questa propaganda, tanto da non vedere più i vicini palestinesi come esseri umani, ma come un fastidioso problema, nella speranza che prima o poi si “sublimi” da solo.
Le poche voci coraggiose non trovano ascolto e anche i più ragionevoli appelli vengono bollati come antisemiti.
La Freedom Flottilla è stato un problema fin dall’inizio, non perché servisse da copertura di qualche gruppo terrorista, ma perché rimetteva in primo piano l’assedio di Gaza da parte degli israeliani.
Ora con i morti della nave turca Mavi Marmara, con una violenta reazione diplomatica europea e mondiale, il deterioramento dei rapporti con la Turchia, la propaganda menzognera di Israele potrebbe non bastare più.
Speriamo che questo tragico evento abbia anche un effetto positivo: il fatto che  la comunità internazionale non può più continuare a ignorare l’assedio di Gaza.
Quello che non può e non deve assolutamente accadere è che le menzogne, la propaganda e le strumentalizzazioni abbiano il sopravvento sulla verità, sulla legalità e sul bisogno di giustizia.
Quando ci sarà una società semplicemente umana, senza aggettivi, rispettosa delle diversità culturali, religiose, nazionali?
Sono triste e rassegnato non sarà mai fatta verità e tantomeno giustizia, perchè la politica madre di tutte le propagande anche questa volta avrà il sopravvento sulla verità.
Da ateo e “magna preti” prego:
Signore,  proteggi mio fratello con la più grande ragione di questo universo.
Proteggi il nostro cuore con la ragione silente che commuove e spezza qualunque pietra.
I suoi occhi, e i miei sorridono dello stesso conforto, tutto e ovunque avrà avuto lo stesso significato.
Se guarderemo indietro, sarà per prendere un fiore e ritrovare  i nostri passi su questa ruvida terra.

(Da una poesia di Antonio Blunda)

4 commenti per Attacco alla Freedom Flottilla

  • Teramax

    Temo molto per la tua “profezia”. Le prime reazioni a livello istituzionale sono state a dir poco “prudenti” per non dire vergognosamente indifferenti.

  • Ciao, mi è piaciuto il post, sempre attento ai temi importanti. Sono pacifista, trovo veramente indegno e inumano quello che accade al popolo palestinese da decenni. Continuo a chiedermi è mai possibile che non possa esistere un altra via per risolvere questa situazione in Medio Oriente?

  • luisa

    Ieri mattina su radio tre ci sono state moltissime telefonate piene di indignazione per l’accaduto. Anch’io sono d’accordo con l’articolo e aggiungo che se Israele è in guerra da 50 anni significa che in Israele c’è una dittatura che continua ad imporre questa guerra e la sua orribile propaganda vittimista sul popolo israeliano. Ci sono moltissimi Israeliani che non sono d’accordo anche all’interno dell’esercito, ma che non hanno ancora il coraggio di opporsi. Io confido che il messaggio di pace portato avanti da tanti movimenti cattolici, buddisti (Tich Naht Han) e altri facciano alla fine nascere i semi della tolleranza e della convivenza.

  • […] fare? Che ne pensano le persone che incontriamo ogni giorno? Così dopo che Mirco ha scritto la sua opionione sul suo blog, ci siamo detti proviamo a rivolgere una domanda a Te, tu che ne pensi di quello che è […]

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