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Una rivoluzione NON pacifica

Recentemente ho scritto alcuni articoli decisamente ottimisti sulla possibilità di un cambiamento della nostra società verso principi democratici, etici e “naturali” come:
- L’anarchia come una forma di democrazia;
- Una rivoluzione pacifica per riconquistare la libertà di decidere;
- Il socialismo e la legge della natura come stile vita;
Rileggendo questi articoli “a freddo”, mi sono chiesto: “Mirco, ma ti sei guardato intorno?
La storia presente e passata non ti ha insegnato niente?”
Le trasformazioni della società che “sogni”, non avverranno mai, se non con una azione violenta che parte dal basso, cioè dal popolo.

Il popolo schiavo del potere corrotto che vende fumo e regala propaganda, illuso da un finto benessere, si è adeguato a leggi truffa, soprusi e ricatti, ma quando sarà ridotto alla fame e capirà di non avere futuro, si ribellerà.
Al popolo affamato, si  aggiungeranno i privilegiati delusi, coloro che hanno badato fino ad ora solo al proprio orticello e ai propri affari tralasciando i valori etici e la responsabilità collettiva, condividendo (tappandosi a volte il naso) la logica delle furberie, dei favori, dell’illegalità, dell’evasione fiscale, ci saranno anche gli elettori traditi , saranno in molti a non aver niente da perdere. Prosegui la lettura dell’articolo …

Anarchia come forma di democrazia

L'autorità che viene dal basso! La diversità come forma di aggregazione.

L’anarchia (dal greco antico “senza governo”) è una concezione politica basata sull’idea di un ordine fondato sull’autonomia e la libertà degli individui, contrapposto ad ogni forma di potere costituito.
Il termine “anarchia” viene usato anche per descrivere il caos e situazioni di disordine sociale, che non è quello che sostengono gli anarchici.
Anarchismo
invece è il movimento che con diverse modalità cerca di raggiungere l’ ideale anarchico,  fondato sull’autonomia e la libertà individuale.
Pur non essendo uniformi le interpretazioni che gli anarchici danno dell’idea anarchica, rimane fondamentale il concetto dell’annullamento del potere e dello Stato, condizione ritenuta necessaria per il successo della dottrina anarchica.
Non tutti gli anarchici hanno però una visione così “rigida” dell’anarchia.
Colin Ward
architetto, giornalista e insegnante, è stato uno dei più grandi pensatori e ideologi anarchici contemporanei, convinto pacifista, non ha teorizzato la sovversione nei confronti dello Stato, ma la creazione di nuovi modelli sociali di solidarietà e cooperazione dal basso al di fuori della logica del controllo dell’autorità.
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