Anarchia come forma di democrazia

L'autorità che viene dal basso! La diversità come forma di aggregazione.

L’anarchia (dal greco antico “senza governo”) è una concezione politica basata sull’idea di un ordine fondato sull’autonomia e la libertà degli individui, contrapposto ad ogni forma di potere costituito.
Il termine “anarchia” viene usato anche per descrivere il caos e situazioni di disordine sociale, che non è quello che sostengono gli anarchici.
Anarchismo
invece è il movimento che con diverse modalità cerca di raggiungere l’ ideale anarchico,  fondato sull’autonomia e la libertà individuale.
Pur non essendo uniformi le interpretazioni che gli anarchici danno dell’idea anarchica, rimane fondamentale il concetto dell’annullamento del potere e dello Stato, condizione ritenuta necessaria per il successo della dottrina anarchica.
Non tutti gli anarchici hanno però una visione così “rigida” dell’anarchia.
Colin Ward
architetto, giornalista e insegnante, è stato uno dei più grandi pensatori e ideologi anarchici contemporanei, convinto pacifista, non ha teorizzato la sovversione nei confronti dello Stato, ma la creazione di nuovi modelli sociali di solidarietà e cooperazione dal basso al di fuori della logica del controllo dell’autorità.
Non una organizzazione ipotetica, ma una realtà sociale che è sempre esistita e che tuttora esiste come “un seme sotto la neve”, seppur schiacciata dall’oppressione del potere dello Stato e del capitalismo.
Gran parte dei suoi libri si occupano dei modi “non ufficiali” utilizzati dalle persone per rimodellare l’ambiente, sia rurale, sia urbano, attraverso la possibilità degli esseri umani di apprendere i modi della cooperazione, in modo da consentire una transizione dall’ordine presente alla società cooperativa che egli vuole che si raggiunga.
Ward sostiene che gli esseri umani sono collaborativi per natura e che le stesse strutture e istituzioni sociali esistenti, per capitaliste e individualiste che siano, non potrebbero funzionare se non esistesse la forza aggregante del mutuo appoggio e della consociazione.
La cooperazione ed il mutuo appoggio, fine e sintesi del pensiero anarchico, si ottengono attraverso il ricorso all’azione diretta, organizzata in modo libero.
Ed è l’azione diretta che Ward definisce come forme che “liberano la grande rete della cooperazione tra gli esseri umani”.
Secondo Ward, alla crescente diffusione dell’iniquità sociale causata dal “privilegio gerarchico”, corrisponderà la nascita di organizzazioni alternative che esemplificano il metodo anarchico e rivendicano un controllo dal basso.
La particolarità di Ward nel contesto del pensiero anarchico è la sua formazione nel campo della pianificazione del territorio, individuando nei movimenti ambientalisti le prospettive future dell’anarchismo.
Nella sua visone, rimprovera agli anarchici di non applicare direttamente e concretamente le loro teorie nel campo in cui operano personalmente.
Condividendo il pensiero di Ward e cercando di interpretarlo nella giusta direzione, ad una ipotetica e utopistica società “rigidamente” anarchica, mi viene da proporre un sistema organizzativo radicato nell’esperienza della vita quotidiana, che si svilupperà a fianco del sistema autoritario della nostra società, finché l’anarchia non diventerà la più efficace e democratica forma d’organizzazione sociale!

L’ordine senza il potere!

“Una delle poche vie praticabili (insieme al voto) per opporsi alla casta, ai partiti e alla loro continua degenerazione.”

[Il pensiero di Colin Ward è liberamente tratto da Wikipedia]

3 commenti per Anarchia come forma di democrazia

  • Mi aggiungo all’attesa … bel post! sono contento di leggere questi articoli mi fanno pensare che possa esistere un altra “via”.

  • antonio

    stanno nascendo più movimenti che cercano di trovare nuovi modi per costruire dal basso alternative a questo sistema socio economico che chiamiamo capitalismo.
    Ne conosco due che hanno al loro interno modalità simili come il basarsi su piccole comunità locali e su metodi decisionali che superino il metodo della rappresentanza verticale, tipico della nostra democrazia oramai in crisi, uno è l’Economia Solidale e l’altro è il movimento delle Transition Town.
    Ma parallelamente ci sono movimenti come il leghismo che puntano su una forma di localismo basato sulla paura del diverso se non addirittura sull’odio, con una certa tendenza ad avere dei leader che di democratico hanno ben poco.
    Quello che temo è che possa prevalere nella gente l’attrazione per questa seconda opzione politica ainoi.

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