Ed Crooks giornalista del Financial Times ha intervistato il 21 settembre scorso a New York Peter Voser amministratore delegato della Shell.
In questa intervista il numero uno della SHELL conferma la continua diminuzione della produzione di petrolio con un ritmo del 5% annuo, quindi il picco del petrolio non è stato raggiunto, ma da tempo superato.
Dopo averlo negato per anni , ora sono proprio i petrolieri a lanciare l’allarme.
Secondo Voser il problema non è la mancanza di petrolio nel sottosuolo, ma gli investimenti inadeguati, dovuti a tagli a seguito della crisi finanziaria.
La sua ricetta per superare questo problema è investire per dotarsi di impianti estrattivi migliori, spingere i governi a concedere autorizzazioni a perforare nel mar Artico e convincere Iraq e Russia a produrre di più.
Una ricetta che non mi convince molto, sposterà solo di qualche anno il problema.
La riduzione dei consumi e l’utilizzo di energia da fonti rinnovabili è l’unica strada percorribile.
Per ora i prezzi sono tenuti a freno dalla crisi economica, che oltre a ciò non favorirà investimenti nel settore.
Se la richiesta di petrolio dovesse improvvisamente aumentare, un grosso aumento del costo dell’energia sarà inevitabile.
L’articolo originale sul Finacial Times non è consultabile senza registrazione è possibile però leggerlo da qui .
L’articolo è stato commentato sul sito di Green Report ma a mio avviso anche un po’ interpretato ecco traduzione artigianale.
