Oggi, è luogo comune pensare che negli affari ci sia spazio soltanto per il profitto, competizione, furbizia, strategia e cinismo e che altri valori come l’etica, l’onestà e il rispetto per il rivale non esistano più.
Molte persone (ottimiste), ritengono che l’attuale economia di mercato non potrebbe reggere neanche per un giorno se non ci fosse un ingrediente etico fondamentale a sostenerlo che è la fiducia e che senza questo reciproco credito, il meccanismo dello scambio non potrebbe funzionare.
Non esistono principi morali diversi da applicare alle varie situazioni della vita, bensì un’unica etica, che si applica agli affari come alla nostra vita personale, ed è quella che tutti conosciamo e nella quale crediamo, comune alle più diverse religioni e culture.
Perseguire un comportamento etico porta sempre ad una soluzione vincente.
Altre persone ritengono che nell’attuale sistema economico, figlio del capitalismo e della globalizzazione, dove la finanza condiziona tutto, l’etica sia diventata un comportamento a dir
poco “comico”.
E’ sotto gli occhi di tutti che, nella politica, negli affari, nello sport e in tutto ciò dove si muove denaro, i comportamenti privi di etica, sono all’ordine del giorno e considerati quasi “normali”.
La lunga stagione degli scandali finanziari iniziata nel 2008, che ha ipotecato il futuro di una intera generazione è stata ben raccontata nel film-documentario “Inside Job” vincitore dell’Oscar per il miglior documentario nel 2011, dove il comportamento NON etico regna da padrone.
Ogni giorno ci vengono proposte dai giornali e dalle TV notizie di corruzione e di ruberie che interessano tutti, dal politico all’imprenditore, dal carabiniere al disoccupato, dalla casalinga al manager.
Si salvano solo pochi, (senza offesa) “coglioni”, quelli che ora sono costretti a ri-pagare con soldi veri i soldi falsi messi in giro dalle banche.

Ben tornato! Finalmente un post!
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