Internet ci cambia il cervello

Era il “lontano” 1993 quando per la prima volta mi collegai con il mio PC auto-assemblato alla “rete”, fu una grande emozione. Il browser che utilizzavo era Mosaic, riconosciuto come la “killer application” di allora, nel senso di una nuova tecnologia rivoluzionaria e vincente. Il codice sorgente di questa applicazione fu purtroppo […]

Software libero nelle P.A.

Forse è la volta buona. Il Governo Monti ha modificato l’articolo 68 del Codice dell’Amministrazione Digitale che disciplina l’acquisizione di software da parte della Pubblica Amministrazione a favore di quello open source. Con l’introduzione della “Spending Review” il Governo intende ridurre gli sprechi di denaro pubblico e, cosa inusuale per il […]

Digital Divide

Un’ altro aspetto del Digital Divide sarà discusso in un convegno che si terrà il 23 ottobre 2010 nell’ambito del Linux Day 2010 promosso a Caselle di Sommacampagna da www.officina-s3.org

In un mio precedente articolo parlando del “trashware”, ho evidenziato nel “Digital Divide” uno dei grossi problemi nel mondo dell’informatica.
Vediamolo un po’ più da vicino.
Il termine “Digital Divide” (DD) è nato ancora negli anni novanta negli Stati Uniti quando Al Gore allora vicepresidente a fianco di Bill Clinton, lo usò, per porre l’accento sulla disparità di accesso ai servizi telematici tra la popolazione del paese.
Oggi il termine è usato in una prospettiva più globale, considerando le disparità tra paesi ricchi e paesi in via di sviluppo, analizzando però anche le prospettive a livello locale.
Una delle cause principali di questo fenomeno, per i paesi in via di sviluppo è di carattere economico, poiché ampia parte della popolazione non è in grado di accedere alle tecnologie per motivi di reddito, sia per l’impossibilità di acquistare un computer, sia per pagare un abbonamento per accedere a internet.
La motivazione economica, però, non è la sola, altri fattori come l’assenza di infrastrutture, l’analfabetismo informatico contribuiscono a accentuare questo divario.
Il Digital Divide può avere come effetto l’aumento delle diseguaglianze economiche già esistenti, innescando un circolo vizioso che porterebbe i paesi in via di sviluppo ad impoverirsi ulteriormente.
Un altro aspetto ancora più importante è la limitazione all’accesso all’informazione.
I governi meno democratici tendono a manipolare l’informazione attraverso il controllo dei mezzi di comunicazione tradizionali (la televisione, la radio, i giornali ecc.).
Essendo l’informazione su internet più difficile da controllare, non è un caso che dove non c’è democrazia si tenti in tutti i modi di limitare l’utilizzo libero di questo mezzo, attraverso censure, limitazioni e controlli.
Nel caso di un colpo di stato non si corre ad occupare le banche, ma la radio e la televisione.
Eppure in Italia apparentemente non è successo niente…

Prosegui la lettura dell’articolo …