Finanziamo la pace

E’ passata quasi inosservata la notizia che lunedì, 24 gennaio 2011, la Camera dei Deputati ha votatao il diciannovesimo rifinanziamento semestrale della missione italiana di guerra in Afghanistan. Per i 6 mesi di campagna militare che vanno dal 1° gennaio al 30 giugno 2011, è prevista una spesa complessiva di oltre 410 milioni di […]

WikiLeaks

La trasparenza dei governi quale garanzia di giustizia, di etica, e democrazia!

Oggi si parla molto di WikiLeaks e di Julian Assange, uno dei creatori di questo sito web, che con le sue pubblicazioni di documenti segreti sta facendo tremare i governi e le diplomazie di mezzo mondo.
Si tratta di una organizzazione  internazionale che dal 2007 riceve in modo anonimo, documenti di carattere governativo o aziendale coperti da segreti, si occupa di verificarne l’autenticità e poi li pubblica tramite i propri server, preservando l’anonimato degli informatori e di tutti coloro che sono implicati nella “fuga di notizie”.
Contenuti scomodi e imbarazzanti che svelano verità tenute nascoste.
Quando Assange consegna ai giornali  migliaia di file riservati sulle operazioni militari statunitensi in Afghanistan e pubblica “Collateral Murder“, lo sconvolgente video in cui si vedono i piloti americani dell’elicottero Apache uccidere 10 civili tra cui un reporter della Reuters, tutto il mondo viene a conoscenza della devastante realtà della guerra in Afganistan  e del suo fallimento.
Wikileaks  si propone di diventare il servizio di intelligence più potente della Terra, un’agenzia spionistica al servizio della gente.
Un servizio open source, democratico usato per scopi leciti, più etico e meno fazioso rispetto a qualsiasi altro servizio di intelligence governativo.
Non ha interessi commerciali o nazionali di base, ma il suo unico interesse è la libertà e la veridicità dell’informazione.
Tutto questo scavalcando il potere costituito, che controlla e spesso ostacola la diffusione della verità nel mondo.
Wikileaks ha realmente avuto accesso e pubblicato i segreti della diplomazia americana, ma in che modo? Prosegui la lettura dell’articolo …

Attacco alla Freedom Flottilla

L’atto di pirateria militare israeliano contro la «Freedom Flottilla» diretta a Gaza avvenuto il 31/05/2010, non è un fatale incidente, ma la conseguenza di una propaganda a buon mercato che racconta di un governo d’Israele alla ricerca incessante della pace. Leggi l’articolo su Repubblica.
Dopo quanto accaduto, il governo israeliano si è già lanciato nel tradizionale vittimismo (che ormai non incanta più nessuno), proprio della propaganda ufficiale: ” non sono pacifisti, a Gaza non c’è nessuna crisi umanitaria, hanno attaccato i nostri soldati e volevano ammazzarli, sono agenti al servizio dell’Iran, degli Hezbollah, del terrorismo islamico, volevano aprire in realtà un canale per introdurre armi e missili, noi siamo le vere vittime!
E allora li hanno uccisi…
Forse qualcuno vuole negare la quarantennale occupazione militare delle terre palestinesi e la colonizzazione selvaggia che mira a sottrarre spazi esistenziali ad un popolo intero! Prosegui la lettura dell’articolo …