LA DECRESCITA DIGITALE
ovvero
Il trashware come mezzo di transizione verso
“L’ERA DEL POST-PETROLIO”
L’ Associazione OS3 di Sommacampagna in collaborazione con “El Selese” illustrerà alcuni aspetti relativi alla “Decrescita Digitale”
Mercoledì 27 maggio ore 21:00
Presso “binario zero” Stazione FF.SS. Villafranca di Verona
Ingresso Gratuito
Michele Bottari vi parlerà di:
Il consumo di energia da parte dell’umanità
Quanta energia serve per costruire un PC
Anche il software consuma energia
Perché il petrolio è importante
Il picco del petrolio
Possibili scenari futuri
Le risposte dal basso: “transition town”
Transition technology (ridiventiamo padroni della tecnologia)
Il Trashware come tecnologia di transizione
OS3 e la sua proposta
Dibattito con il pubblico
Visualizza la mappa per “Binario Zero”
Domenica 19 aprile 2009
Festa delle OASI del WWF italia
Oasi della Bora
a Povegliano Veronese

Sono previste visite guidate sia al mattino che al pomeriggio, durante le quali si potranno conoscere gli aspetti caratteristici di quest’area protetta.
Per raggiungere l’OASI consulta la piantina in fondo alla pagina
Qualche informazione
L’Oasi della Bora, si trova nel Comune di Povegliano Veronese, a poche centinaia di metri dal centro abitato ed è ampia circa 16.000 metri quadrati; è delimitata dal corso del Fiume Tione dei Monti, che qui confluisce nel Fiume Tartaro, e dalla Fossa Bora che trae origine da tre piccole risorgive all’interno dell’oasi.
Il terreno è pianeggiante e di origine alluvionale composto, nello strato profondo, da ghiaie e sabbie e, in superficie, da terreno agricolo.
A una profondità di circa cm.80 esiste un modesto strato torboso.
Si tratta di terreno che era stato coltivato a cereali fino all’estate del 1991, perfino le rive dei fossi erano state private di qualsiasi tipo di vegetazione spontanea.
Dal Gennaio del 1992, in seguito ad una convenzione con l’Ente pubblico che ne è il proprietario (“Consorzio per la depurazione delle acque tra i Comuni di Villafranca e di Povegliano Veronese”), il WWF ha attuato un lavoro di ripristino naturale che sta ricreando, su piccola scala, un esempio di come poteva essere il nostro ambiente prima che si cominciasse il suo sfruttamento agricolo.
A tutt’oggi sono state messe a dimora oltre 500 piante tra alberi, arbusti e rampicanti appartenenti a 41 diverse specie.
All’interno dell’Oasi si possono osservare gran parte degli alberi propri dell’antica foresta che ricopriva la pianura veronese, come la farnia, l’olmo, il carpino, l’acero, il frassino, l’ontano, il tiglio; a questi si accompagnano arbusti quali il nocciolo, il viburno, il biancospino, il prugnolo e molti altri.
Tra i gruppi di alberi e cespugli sono state lasciate radure, colonizzate da erbe e fiori selvatici, che danno nutrimento e vita a farfalle, api e altri insetti.
E’ stato anche ricavato un piccolo stagno, ricco di vegetazione acquatica, per favorire la riproduzione di insetti e anfibi.
All’interno dell’Oasi trovano rifugio numerosi animali selvatici e con un po’ di pazienza, e di fortuna, è possibile scorgere il martin pescatore, la gallinella d’acqua, il beccacino, l’averla e la gazza. È facile sentire il canto dell’usignolo di fiume, della capinera, della cinciallegra, del luì piccolo e di altri piccoli uccelli.
Dei piccoli mammiferi, toporagni, talpe e arvicole, è possibile scorgere le tracce. Più raro è invece osservare volpi, donnole e lepri che regolarmente frequentano il posto.
Ospite stabile è invece diventata l’esotica nutria.
Sono presenti rospo verde, rana di lataste e raganella.I rettili sono rappresentati da lucertole, ramarri, biscie e biacchi.
Le risorgive sono frequentate da carpe, piccoli lucci, spinarelli e “magnaroni”.
L’area è stata resa fruibile anche per attività educative e didattiche, realizzando un sentiero che consente ai visitatori una passeggiata interessante ed istruttiva.
Per maggiori informazioni si può chiamare Luigi (340 4159117), Riccardo(045 6301856) e Giorgio (045 7970128).
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Come si fa in un giorno a costruire la vita ?
“Uno degli aspetti più micidiali dell’attuale cultura è di far credere che sia l’unica, invece è semplicemente la peggiore”.
Così Silvano Agosti registra e scrittore bresciano parla nel suo video (il discorso tipico dello schiavo) che potrai ascoltare in fondo all’articolo.
“Lavorare tutta la settimana in cambio del cibo, del letto, e della macchinetta è la cosa più pezzente che si possa immaginare”.
Mentre fino a ieri credevo che mi avessero fatto un piacere a darmi un lavoro, da oggi penso: “questi bastardi che mi stanno rubando l’unica vita che ho“.
Mi lasciano un miserabile giorno alla settimana per fare cosa, come si fa in un giorno a costruire la vita?“.
Uno non deve mettere i fiorellini alla finestra della cella nella quale è prigioniero, perché un giorno se la porta sarà aperta lui non vorrà uscire.
La gente va a lavorare 6 giorni alla settimana, perchè ha il mitra alla nuca, meglio leccare il pavimento o morire?
Meglio leccare il pavimento.
Quello che è orrendo e che leccare i pavimenti è diventata una aspirazione e siamo anche grati a chi obbliga a farlo.
Questo è il vero schiavo, lo schiavo difende sempre il padrone mica lo combatte, perché il vero schiavo non è quello che ha la catena al piede, ma quello che non è più capace di immaginarsi la libertà.
Tutto l’occidente vive in un area di benessere perché ruba 8/10 dei beni al resto del mondo, quindi non è che noi stiamo vivendo in un regime politico capace di darci la televisione , la macchina ecc., no è un sistema politico che sa rubare 8/10 a ¾ di mondo e che da un po’ di benessere a ¼ di mondo che siamo noi, quindi signori miei o ci si sveglia o si fa finta di dormire o bisogna accorgersi che si è tutti morti.
Quattro minuti di belle immagini e tante cose su cui riflettere, buona visione …
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