La società dei consumi ha distrutto l’ambiente, sterminando milioni di specie di piante e animali, inquinando mari, fiumi e laghi, avvelenando l’aria saturandola di ossido di carbonio e altri gas nocivi e distruggendo lo stato di ozono.
Esaurite le riserve di petrolio, di carbone, di gas naturale e le nostre ricchezze minerali.
Abbattuto le nostre foreste e … anche le loro.
Che cosa è rimasto a noi ?
Il sottosviluppo, la povertà, la dipendenza, l’arretratezza, i debiti, l’insicurezza.
Per le società super-sviluppate il problema non è crescere, ma distribuire, non solo distribuire tra loro, ma distribuire a tutti.
Lo sviluppo sostenibile è impossibile, senza una distribuzione più equa tra tutti i paesi.
Dopotutto l’umanità è una grande famiglia che condivide lo stesso destino.
La crisi odierna (2001 ndr) volge a un futuro ancora peggiore in cui non si risolverà mai la tragedia economica sociale ed ecologica di questo mondo che sarà sempre meno governabile.
Qualcosa dobbiamo fare per salvare l’umanità.
Un mondo migliore è possibile.
Danno alla proprietà = soppressione della povertà.
Giriamo per le strade assorbendo il veleno della pubblicità che semina sogni, illusioni e ansie di un consumo impossibile, che razza di spazzatura.
E’ ripugnante il comportamento di molti leader di fronte al crollo come castelli di carta del loro modello economico, Cuba non promuove il consumismo.
Viva il socialismo, patria o morte vinceremo.

