Amy Winehouse un talento perduto

Il 23 luglio ultimo scorso è morta Amy Jade Winehouse  aveva 27 anni.
E’ stata trovata morta nel suo appartamento a Londra.
Ufficialmente un mix di alcool e farmaci, una overdose qualcuno sostiene.
La cantante oltre che per la sua stupenda voce e il talento, era nota  anche per la sua eccentricità, ma quello che l’ha  tradita è stata la sua vita convulsa e spericolata: depressione, alcolismo e abuso di stupefacenti e un marito sbagliato.
Quello che è successo è stato la conseguenza di tutto ciò.
Una voce inconfondibile, ricorda Janis Joplin e anche un po’ la nostra Giusy Ferreri, le sue interpretazioni coadiuvate anche a livello di scenografia da una band eccezionale si rifanno al  rhythm and blues degli anni ’70, con qualche “spruzzata” di jazz e di rock .
Il suo brano più famoso (Back to Black tratto dall’omonimo album) ha venduto milioni di copie eccolo in una “sofisticata” esecuzione:
Immagine anteprima YouTube

Altri brani di questo album che mi sono piaciuti sono:
You Know I’m No Good
Love is a Losing Game

Tra i vari commenti nel web questo mi è piaciuto:
Un angelo maledetto Amy, con un talento divino e ora tragicamente perduto … riposa in pace anima fragile, ora sei finalmente libera.
A noi resta l’incanto breve e intenso della tua voce magica … per sempre.”

Non solo l’amore è un “losing game”, ma purtroppo lo è anche la vita. Addio Amy.

La fine del mondo (storto)

La fine del mondo storto” è il titolo di un libro di Mauro Corona che ha vinto l’edizione 2011 del premio “Bancarella”.
L’ho comprato e me lo sono letto in questa calda settimana che ho passato in ferie sul lago di Costanza (Bodensee)  non tanto per il premio che il libro ha ricevuto, ma perché, a parte la simpatia per Mauro, il pensiero della fine del mondo mi ha sempre affascinato, più che una catastrofe l’ho sempre vista come un evento che ci renderà tutti uguali.
La fine del mondo non sarà un cataclisma, né un evento preciso (il 21/12/2011 andiamo pure a fare le compere per i regali di Natale) , ma l’inizio della fine di un pianeta stravolto, prosciugato, ferito dall’uomo, un pianeta ormai morto.
Forse la fine del mondo è già cominciata… Prosegui la lettura dell’articolo …

Inti-Illimani

Quando nel pomeriggio del 13 giugno 2011 si stava concretizzando il raggiungimento del quorum e la scontata vittoria dei “SI” ai referendum, per l’acqua, il nucleare ed il legittimo impedimento, ho pensato che questa era un vittoria della democrazia, della civiltà, del popolo.
Mi venne in mente una canzone che è stata negli anni ’70 la bandiera del popolo cileno oppresso dalla dittatura: “El pueblo unido jamás será vencido”, cantata dagli Intillimani dei quali, come gran parte degli studenti di allora, ero un ammiratore.
Combinazione vuole che qui a Verona a due passi da casa mia, nella Corte Cavalchina tra Sommacampagna e Custoza,  l’8 luglio scorso sono venuti a cantare.
Non ho perso l’occasione di andarli a vedere, anche perché nel lontano 1975, quando cantarono in Arena, avevo perso l’occasione.
Per me è stato un piacevole, un po’ triste, tornare indietro nella memoria.
Negli anni ’70 gli Intillimani erano, con le loro canzoni, i portavoce dei diritti del popolo cileno oppresso dalla recente dittatura.
Nel 1973 con un sanguinoso colpo di stato (un altro triste 11 settembre) il generale Pinochet destituì il governo socialista di Salvador Allende che fu anche ucciso.
Il giorno del “golpe” gli Intillimani si trovavano in Italia per una tournée, rimasero in esilio per 15 anni. Prosegui la lettura dell’articolo …